La procedura di certificazione è applicabile solo agli impianti esistenti.
Per ottenere il marchio CH2OICE, il gestore di un impianto idroelettrico deve impegnarsi a realizzare le misure necessarie a mitigare gli impatti in relazione a specifici criteri ambientali, garantendo il raggiungimento di obiettivi quantitativi e osservando specifiche prescrizioni. Le misure di mitigazione degli impatti devono essere definite tramite uno specifico programma di gestione, basato su uno studio ambientale supportato principalmente dai dati esistenti, integrabile quando necessario con un monitoraggio ad hoc. La realizzazione dello studio ambientale e del programma di gestione deve essere supportata da una consultazione pubblica. Entrambi i documenti devono essere approvati tramite un processo di audit.

Di seguito sono sintetizzate la procedura standard e la procedura semplificata. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla Metodologia di certificazione italiana.

Procedura standard e semplificata
Il sistema di certificazione CH2OICE prevede una procedura standard e una procedura semplificata, riservata agli impianti collocati in strutture del tutto artificiali e che, conseguentemente, non determinano impatti diretti o indiretti sugli ecosistemi acquatici.

Procedura semplificata
Le tipologie di impianto ammesse alla procedura semplificata sono attualmente due:
1) impianti in acquedotti
2) impianti in fognature
Tutti gli altri tipi di impianti devono seguire la procedura standard.

La procedura semplificata prevede solamente:
a) la descrizione del sistema
b) la prova che vengano rispettate le condizioni sopra descritte e specifiche prescrizioni. La procedura semplificata non prevede l'analisi ambientale, la definizione di un programma di gestione e la consultazione pubblica.

Gli impianti idroelettrici il cui impatto si eserciti su corpi idrici definiti artificiali o fortemente modificati (seguendo le definizioni della WFD), nella maggior parte dei casi dovranno soddisfare obiettivi ambientali più limitati, pertanto l'analisi ambientale potrà risultarne semplificata, ma resta in ogni caso obbligatoria.

Ingrandisci la procedura standard di certificazione

Procedura standard
1. Richiesta di Offerta / Domanda di assegnazione del marchio e accettazione offerta
2. Rilascio del marchio
3. Sorveglianza degli impianti in possesso del marchio
4. Validità del marchio
5. Sospensione del marchio
6. Revoca del marchio
7. Rinuncia al marchio
8. Contenziosi



1 Richiesta di Offerta / Domanda di assegnazione del marchio e accettazione offerta
Il produttore che intenda far verificare un proprio impianto idroelettrico deve presentare la domanda corredata dalla documentazione richiesta (vedi Allegato I). Prima di avviare l'iter di verifica (audit) è possibile richiedere una visita preliminare con l'obiettivo di individuare il grado di preparazione del produttore in relazione ai requisiti del marchio CH2OICE. Tale visita è documentata ma non viene considerata ai fini dell'audit di assegnazione. La Segreteria Tecnica del GM procede all'esame formale della documentazione presentata al fine di verificare la completezza e l'adeguatezza delle informazioni generali e sottopone la documentazione tecnica (l’analisi ambientale, il programma di gestione e protocollo di monitoraggio, la relazione sui risultati della consultazione pubblica) al CTC, il quale può richiedere al produttore eventuali integrazioni. Se il CTC ritiene esauriente la documentazione tecnica comunica il proprio parere positivo alla Segreteria Tecnica, che provvede a predisporre ed inviare l'offerta. Nell’offerta sono dettagliati i costi di certificazione e delle sorveglianze, oltre ai costi di eventuali audit suppletivi che si dovessero rendere necessari per il superamento di eventuali criticità. L’offerta è inoltre comprensiva dei diritti annuali di cui all’Allegato III del presente Regolamento. L'accettazione dell'offerta perfeziona il rapporto contrattuale fra le parti e comporta anche l'accettazione delle prescrizioni previste nel presente Regolamento, e successivi aggiornamenti.

2 Rilascio del marchio
2.1 A seguito dell'accettazione dell'offerta, la Segreteria Tecnica del GM concorda con l'Organizzazione le date di audit (stage 1 e 2), e, sentito il CTC, nomina il Gruppo di Valutazione (GdV) tra gli auditor e gli esperti tecnici accreditati. GM comunica il GdV all'Organizzazione. Un membro del Gruppo agisce come Coordinatore del Gruppo di Valutazione. Nel caso di impianti di piccole o medie dimensioni il Gruppo di Valutazione può anche essere costituito da una sola persona.

2.2 Condizione necessaria per l'effettuazione dell'audit di stage 1 è di aver effettuato uno Studio Ambientale ed aver definito un Programma di Gestione (di cui allo step 2 dell‘Appendice I) , condizione per l’effettuazione dell’audit di stage 2 è di aver superato stage 1 e di aver almeno avviato tutte le misure del Programma di Gestione previsto per l'assegnazione del marchio CH2OICE.

2.3 La visita di valutazione ha lo scopo di effettuare una verifica del rispetto dei requisiti di riferimento. La visita di valutazione può essere strutturata in più audit che si protraggono per un arco di tempo massimo di un mese. Il GdV inizia le attività di valutazione effettuando una riunione di apertura con la Direzione della Organizzazione in cui viene illustrato il piano della verifica.

2.4 La valutazione comprende la verifica approfondita della conformità della documentazione dell'Organizzazione ai Criteri per l'assegnazione del marchio CH2OICE ed al presente regolamento. L'Organizzazione deve dimostrare l'applicazione pratica del Programma di Gestione L'Organizzazione deve assicurare che:
a) tutti i documenti ai fini dell’ottenimento del marchio siano disponibili per i Valutatori;
b) i Valutatori siano assistiti durante la verifica.

Al termine della visita di valutazione, il Gruppo di Valutazione si riunisce per riesaminare le risultanze ed elaborare i dati raccolti. In sede di riunione di chiusura ed alla presenza della Direzione dell'Organizzazione, il Gruppo di Valutazione illustra i rilievi in merito alla rispondenza al presente Regolamento, precisando gli eventuali scostamenti riscontrati. L'Organizzazione in tale sede ha l'opportunità di confrontarsi con il Gruppo di Valutazione e di chiarire la propria posizione su quanto comunicato.
Il resoconto predisposto dal Coordinatore e consegnato all'Organizzazione riporta i risultati dell'audit.

2.5 Se il Gruppo di Valutazione ritiene l’impianto idroelettrico adeguato per la certificazione invia il proprio rapporto di valutazione al CTC. Se il GdV rileva “non conformità” per ottenere la certificazione, lo comunica alla Segreteria Tecnica (che valuta se interessare il CTC per chiarimenti). In tale evenienza l'Organizzazione dovrà presentare alla Segreteria Tecnica del GM un programma d'attuazione delle necessarie azioni correttive per soddisfare i requisiti richiesti per l’assegnazione del marchio insieme ad un suo preciso e credibile impegno a raggiungere la piena conformità in un tempo definito. La ST, con il supporto di CTC, può richiedere l'invio di documentazione a supporto della gestione delle azioni correttive e può procedere ad un ulteriore audit di valutazione parziale o totale. Il piano di azioni correttive messo in atto dall'Organizzazione verrà comunque verificato in occasione della verifica successiva. Alla fine del processo, comunque, il rapporto del GdV è inviato al CTC.

2.6 A fronte di un parere favorevole del CTC, la ST invia al Comitato dei Garanti la documentazione relativa alla domanda di certificazione, comprensiva del Rapporto del GdV e del parere del CTC per l’assegnazione del marchio. A seguito della delibera positiva del CG, GM delibera l’assegnazione del Marchio CH2OICE all’impianto e la ST invia formale comunicazione all'Organizzazione.

2.7 A seguito dell’assegnazione del marchio, ST iscrive l'Organizzazione nel Registro delle Organizzazioni in possesso del marchio CH2OICE e ne pubblica la notizia.

3 Sorveglianza degli impianti in possesso del marchio
GM attua un controllo del Sistema di Gestione del marchio assegnato al fine di verificare la permanenza della conformità ai requisiti per i 6 anni successivi alla data di assegnazione del marchio. Le visite di sorveglianza hanno cadenza annuale prevista a 12 mesi dalla precedente, salvo diversa prescrizione specifica del CTC. In base all'esito della verifica la CTC può richiedere l'effettuazione di un audit addizionale, che si aggiunge a quello annuale, finalizzato a verificare con tempestività le criticità rilevate. Le delibere della CTC sono tempestivamente comunicate all'Organizzazione da parte della ST. Il mese indicato nella comunicazione è il termine ultimo per l'effettuazione dell'audit e deve essere rispettato dalle Organizzazioni. Il Coordinatore contatta l'Organizzazione per definire la data e il piano di audit. In casi eccezionali, allo scopo di soddisfare alcune giustificate esigenze aziendali, è possibile posticipare la data di effettuazione dell'audit fino ad un massimo di 4 mesi inviando una richiesta scritta e motivata a GM, che si riserva di valutare l'accettabilità della richiesta. I mesi di posticipo concessi verranno poi recuperati in occasione dell'audit successivo in modo da non ridurre la prevista periodicità di audit. Nel corso dei 6 anni è prevista una sola possibilità di richiesta di posticipo dell'audit. In caso di mancato rispetto di queste prescrizioni GM avvierà l'iter di sospensione ed eventuale successiva revoca del marchio. Durante le visite di sorveglianza i Valutatori devono essere messi in grado di verificare che non siano variate le condizioni che hanno determinato l’assegnazione del marchio. Qualora il CTC lo ritenga opportuno possono venire effettuate visite di sorveglianza suppletive non programmate. Sia nel caso di rifiuto ad accogliere i Valutatori, sia nel caso di riscontro di "non conformità", il costo dell'audit non programmato viene addebitato all'Organizzazione. Nulla viene addebitato nel caso che l'audit non programmato non metta in evidenza alcuna "non conformità".

4. Validità del marchio
Il marchio non prevede una scadenza. La validità del Marchio è subordinata a sorveglianza periodica almeno annuale e al riesame completo del Sistema di Gestione ogni 6 anni. Prima della scadenza dei 6 anni GM effettua un audit di rinnovo che consiste in: - un riesame della documentazione ed
- una visita approfondita nel corso della quale vengono valutati il rispetto di tutti i criteri ecologici e dei punti del presente Regolamento al fine di consentirne il mantenimento.

5. Sospensione del marchio
In caso di situazioni problematiche o del perdurare di scostamenti dopo il termine concordato per la loro eliminazione, GM può sospendere il marchio.
Esempi di tali gravi carenze sono:
- se la sorveglianza indica non conformità a requisiti rilevanti;
- se l'Organizzazione rifiuta l'effettuazione degli audit periodici di sorveglianza;
- se l'Organizzazione rifiuta l'effettuazione di audit addizionali o suppletivi adeguatamente motivati dal GM,
- se l'Organizzazione non comunica a GM modifiche significative al proprio impianto,
- se il marchio non è stato utilizzato correttamente ed eventuali segnalazioni di usi impropri, non sono state efficacemente prese in considerazione e sistemate a giudizio del GM;
- se vi sia stata una qualsiasi altra inadempienza alle prescrizioni del presente Regolamento;
- se sono presenti provvedimenti da parte della Pubblica Autorità che pregiudichino l'attuazione del Sistema di Gestione del marchio;
- se non è in regola con i pagamenti relativi alle attività già effettuate;
qualora l'Organizzazione, nel corso dei 6 anni, risulti nuovamente inadempiente il marchio verrà immediatamente revocato.
A seguito della delibera del CTC la sospensione viene comunicata per mezzo di lettera raccomandata A.R., indicando la data di decorrenza, la durata, il divieto di promuovere azioni pubblicitarie e le condizioni alle quali la sospensione può essere revocata.
L'Organizzazione è responsabile di intraprendere pronte e adeguate azioni per correggere ogni inadempienza alle prescrizioni del GM e di informare formalmente lo stesso delle azioni correttive proposte o attuate.
La sospensione è rimossa solo quando GM abbia accertato il soddisfacente ripristino della conformità ai requisiti.
GM si riserva di effettuare una verifica presso l’impianto dell'Organizzazione.
Qualora le cause che hanno determinato la sospensione non siano rimosse entro il termine definito GM può revocare il marchio.

6. Revoca del marchio
6.1 La revoca e, conseguentemente, la cancellazione e il ritiro del marchio viene deliberata da GM a seguito di:
- mancata eliminazione delle cause che hanno provocato la sospensione allo scadere del termine definito;
- se i casi indicati al par. 5 sono di tale gravità da rendere necessaria una immediata revoca;
- persistere della condizione di morosità per oltre un mese dalla ricezione della comunicazione di sospensione amministrativa (diffida) inviata da GM con lettera raccomandata A.R.

6.2 A seguito di revoca l'Organizzazione si impegna a:
- restituire o distruggere l'originale del Marchio;
- non utilizzarne le eventuali copie e riproduzioni;
- eliminare dalla carta intestata, documentazione tecnica e pubblicitaria ogni riferimento o simbolo di GM;
- darne notizia ai committenti in maniera analoga a come era stata comunicata l'avvenuta assegnazione del marchio.

7. Rinuncia al marchio:
L'Organizzazione può rinunciare al marchio in suo possesso:
a) alla scadenza dei 6 anni dandone formale disdetta con un preavviso di almeno 3 mesi;
b) in caso di variazione dei criteri entro la scadenza dell’anno in corso all’atto della comunicazione delle modifiche;
c) in caso di non accettazione di eventuali revisioni del presente Regolamento entro la scadenza dell’anno in corso all’atto della comunicazione delle modifiche;
d) in caso di non accettazione delle variazioni delle condizioni economiche stabilite da GM entro la scadenza dell’anno in corso all’atto della comunicazione delle modifiche;
e) in caso di cessazione dell'attività o cessione di ramo di azienda a soggetto giuridico diverso da quello che ha ottenuto la Certificazione, fallimento o liquidazione dell'Organizzazione.

8. Contenziosi
Ogni controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente Regolamento sarà devoluta alla competenza esclusiva del Foro di Milan.


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